5 Novembre 2024

Fibra di legno, canapa, paglia, fibrogesso, terra cruda e calce: questi sono i materiali che usiamo nelle ristrutturazioni. In questo articolo spieghiamo a cosa serve ciascuno, dove si usa e perché lo preferiamo al suo equivalente convenzionale.

Li abbiamo divisi per categorie:
1. per isolare
2. per le pareti interne
3. per gli intonaci
4. per i pavimenti
5. mappa pratica

Chi si avvicina alla bioedilizia si trova spesso davanti a un elenco di materiali che non conosce, con nomi che sembrano intercambiabili. Fibra di legno, canapa, fibrogesso, terra cruda, calce — cosa sono, dove si usano, qual è la differenza?

Non esiste un materiale naturale universale che fa tutto. Ogni materiale ha una funzione precisa, un contesto in cui funziona bene e uno in cui non va usato. L’obiettivo di questo articolo è dare un orientamento pratico: non “usate i materiali naturali perché sono belli”, ma “questo materiale risolve questo problema, in questa parte della casa”.

Se vuoi prima capire se la bioedilizia fa per te in termini di costi e convenienza, parti da qui: bioedilizia: conviene davvero?

 

per isolare: fibra di legno, canapa o paglia

Quando si parla di isolamento in bioedilizia, i materiali più usati sono i pannelli in fibra di legno, i pannelli in canapa o in paglia. Sono tutti isolanti naturali e traspiranti – lasciano passare il vapore acqueo invece di bloccarlo – e hanno un ciclo di vita a basso impatto ambientale. La fibra di legno viene da scarti di lavorazione del legno, la canapa è una coltura a rapida crescita che non richiede pesticidi, la paglia arriva dalle coltivazioni annuali dei cereali.

Hanno caratteristiche di isolamento abbastanza simili per cui la scelta tra queste fibre vegetali dipende da: scelte tecniche, progetto, preferenze personali. 

Si usano principalmente in due contesti:

Cappotto interno (o esterno). Si applicano sulle pareti perimetrali, in caso di cappotto interno aumentano l’isolamento senza toccare l’esterno dell’edificio – la soluzione più comune nelle ristrutturazioni in condominio o nei centri storici dove l’esterno è vincolato. cappotto interno con materiali naturali: pro e contro

Intercapedine nei tramezzi. Nei muri interni a secco, l’intercapedine tra i montanti viene riempita con pannelli a bassa densità — principalmente per l’isolamento acustico tra gli ambienti.

per le pareti interne: fibrogesso

Il fibrogesso è la nostra alternativa al cartongesso per le pareti interne a secco. È composto da gesso naturale e fibre di cellulosa da carta riciclata, senza additivi chimici. È più pesante del cartongesso, più denso, e – a differenza del cartongesso – è traspirante.

Il motivo per cui lo usiamo in bioedilizia è tecnico: sul cartongesso non si attaccano gli intonaci in terra cruda senza un trattamento chimico preliminare. Sul fibrogesso sì, non servono trattamenti. Quando sommi il costo del trattamento pre intonaco al costo del pannello, la differenza di prezzo tra i due si riduce molto. E intanto hai una parete che respira invece di una che blocca il vapore.

perché non usiamo il cartongesso (e cosa usiamo al suo posto)

 

per gli intonaci: terra cruda e calce

Le finiture sono la parte più visibile di una ristrutturazione e spesso quella su cui si risparmia perché dopo struttura e impianti si è quasi finito il budget. Prima di iniziare i lavori, vale la pena capire cosa si sta scegliendo.

Terra cruda. È argilla, sabbia e fibre naturali. Non serve verniciarla, regola l’umidità, non emette nulla e si ripara facilmente. Funziona su supporti traspiranti come il fibrogesso, muratura in mattoni, balle di paglia. Non funziona su superfici umide o in bagno senza protezioni specifiche. terra cruda: cos’è, come si usa e perché funziona

Calce. Più resistente all’umidità della terra cruda, si usa spesso negli ambienti bagno e sulle facciate esterne. È traspirante, antimuffa per natura, e ha un aspetto estetico diverso dalla terra — più uniforme, più chiara. Nei nostri cantieri la usiamo soprattutto all’esterno.

Finiture interne. Le finiture in terra cruda possono essere applicate anche su intonaci già esistenti e fatti con altri materiali (convenzionali). Si scelgono per la loro matericità e per dare carattere alle pareti in modo naturale. intonaci in terra senza vernice: come si lavora sul colore e sulla texture

 

per i pavimenti: terra cruda

Il pavimento in terra cruda è meno comune degli intonaci, ma è una scelta che in molti contesti funziona benissimo – nelle ristrutturazioni di casali, stalle, spazi rustici ma anche in case in città o appartamenti dall’aria moderna.

È un pavimento delicato (come un parquet) ma non è fragile: se ben realizzato e mantenuto correttamente dura anni. Il risultato estetico è unico, il costo come ogni intervento di ristrutturazione va inserito nel budget ad inizio lavori.

pavimento in terra cruda: come, quanto e perché

 

come scegliere: una mappa pratica

Ogni ristrutturazione è diversa, ma c’è una logica di base che si ripete:

Hai un problema di dispersione termica dalle pareti perimetrali? → cappotto interno in fibra di legno o canapa o paglia, intonaco in terra cruda o calce sopra.

Devi costruire o rifare tramezzi interni? → struttura in legno, pannelli in fibrogesso, isolante in fibra di legno o canapa nell’intercapedine, intonaco in terra cruda.

Vuoi cambiare solo le finiture senza toccare la struttura? → intonaco in terra cruda o calce sulle pareti esistenti, a seconda del supporto e delle zone della casa.

Stai ristrutturando un pavimento e vuoi qualcosa di speciale? → pavimento in terra cruda.

In ogni caso, la scelta finale dipende da variabili specifiche: il tipo di edificio, il supporto esistente, il budget, il progetto e i tuoi desideri. Questi materiali richiedono competenza nella posa e nella progettazione generale, non si improvvisano (come non dovrebbero essere improvvisati neanche gli altri).

bioedilizia vs tradizionale: confronto prezzi su un cantiere reale

 

E se hai ancora dubbi su quali materiali usare a casa tua, parliamone! 🙂