Cappotto esterno in paglia in Umbria

Riqualificazione energetica di una casa indipendente a Panicale (PG): cappotto esterno in pannelli di paglia e intonaci in calce idraulica naturale su 200 mq di pareti esterne.

Casa indipendente in tufo degli anni 70, a Panicale, provincia di Perugia, vicino al centro paese. La ristrutturazione ha riguardato la riqualificazione energetica dell’involucro esterno, per migliorare l’isolamento senza intervenire sugli spazi interni.

Ci siamo occupati della realizzazione del cappotto esterno in pannelli di paglia su tutte le pareti perimetrali della casa, circa 200 mq di superficie. È stata la prima volta in cui abbiamo lavorato con questo tipo di pannelli invece delle balle intere, e il materiale ci ha convinti: nel taglio e nella gestione si comporta in modo molto simile alle balle, ma è più veloce da applicare e più leggero, avendo spessori più ridotti.

Una volta fissati tutti i pannelli, abbiamo steso gli intonaci in calce idraulica naturale in 3 mani. La prima di aggrappo, la seconda di corpo con rete porta intonaco e l’ultima di finitura, sempre in calce idraulica naturale.

SCHEDA TECNICA

CATEGORIA
ristrutturazione
MQ
200
DATA
mar 26 - giu 26
LUOGO
Panicale
COSA ABBIAMO FATTO
cappotto esterno in pannelli di paglia
intonaci in calce idraulica naturale
finiture in calce idraulica naturale
IN COLLABORAZIONE CON
Eap thermus

il cantiere

il cappotto in paglia non è solo per le case nuove

Chi pensa alla paglia come materiale edile spesso la associa alle nuove costruzioni, nella forma delle balle di paglia usate come tamponatura dentro ad struttura portante. Ma non è così: a Panicale (PG) abbiamo realizzato un cappotto esterno in paglia su una casa già esistente, per la sua riqualificazione energetica, senza toccare gli spazi interni.

In termini di progetto e logistica, un cappotto in paglia funziona esattamente come un cappotto convenzionale: ordine dei pannelli, trasporto e messa in opera seguono le stesse fasi che seguiresti con l’EPS o con altre fibre vegetali.
A cambiare davvero sono due aspetti.

  1. Il primo è l’impatto ambientale: gli scarti di taglio dei pannelli sono un rifiuto organico al 100%, tanto che li abbiamo riutilizzati come pacciamatura nell’orto dietro casa.
  2. Il secondo è la salubrità dell’edificio: il cappotto in paglia è traspirante e rivestito con intonaco naturale, quindi non blocca il flusso dell’umidità come invece fa un sistema a cappotto sintetico.

Curiosità

  • Questo lavoro è speciale perché è la casa di uno di noi (Sanni) e della sua famiglia. Per questo abbiamo usato il cantiere per sperimentare per la prima volta materiali che ci incuriosivano e che però volevamo conoscere (soprattutto a livello di tecnica di applicazione) prima di proporlo anche ad altre persone

  • I pannelli di paglia che abbiamo usato come cappotto esterno ci sono piaciuti molto: rispetto alle balle, taglio e gestione del materiale sono molto simili, ma avendo la forma di pannelli si posano più velocemente e pesano meno, grazie allo spessore ridotto. Super promossi!

  • Nonostante ponteggi e lavori in corso, le rose e le altre piante piantate vicino ai muri non solo sono sopravvissute al cantiere, ma sono anche fiorite 😉

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