16 Ottobre 2024

fai da te con materiali naturali, ovvero autocostruzione in bioedilizia. 

Abbiamo imparato ad usare i materiali naturali mentre facevamo autocostruzione nel centro di educazione ambientale dove lavoravamo insieme prima di aprire Terraepaglia. In questi anni, abbiamo seguito molte persone, in diverse situazioni, fare lo stesso: applicare la terra, usare le balle di paglia, migliorare la propria casa da un punto di vista termico, acustico, di salubrità, in prima persona e con i materiali naturali. Imparare facendo, impegnarsi, sbagliare e rimediare e soprattutto completare la propria casa.

Ma l’autocostruzione non è solo romantica (anche se quel lato esiste e ci piace molto!), è anche qualcosa di impegnativo e da progettare con cura.

che cos’è l’autocostruzione

L’autocostruzione è la pratica di partecipare in prima persona alla costruzione o ristrutturazione della propria casa — eseguendo direttamente alcune lavorazioni, invece di affidarle interamente a un’impresa. È più conosciuta come “fai da te” anche se non significa affatto fare tutto da solə. Non significa essere muratorə. Significa scegliere consapevolmente di mettere le mani nel processo — su una parete, una stanza, una fase specifica — e portarla avanti con le proprie risorse.

In Italia e non solo ha una lunga tradizione, soprattutto nelle zone rurali. Oggi la praticano soprattutto persone che ristrutturano casa propria e vogliono partecipare attivamente. I motivi principali che spingono all’autocostruzione sono: risparmio economico da un lato e desiderio di partecipazione e coinvolgimento dall’altro.

autocostruzione con materiali naturali: perché è diversa

Costruire o ristrutturare con materiali naturali — paglia, terra cruda, calce, canapa, fibra di legno — si presta particolarmente bene all’autocostruzione. E non è un caso. Questi materiali hanno alcuni vantaggi concreti per chi lavora senza una formazione edile professionale, eccone alcuni.

Sono perdonanti. L’intonaco in terra cruda, per esempio, si può riapplicare se viene male. Si smonta, si rimpasta, si ricomincia. Non “punisce” l’errore in modo permanente come il cemento.

Sono divertenti. Nel vedere qualcuno che prepara un intonaco di cemento o taglia un pezzo di polistirolo per farci un cappotto non troviamo grande fascino. Al contrario quando si tratta di materiali naturali come la terra e la paglia, a molte persone viene voglia di provare, imparare, fare in prima persona.

Sono salubri. Molti dei materiali usati nell’edilizia classica hanno necessità di protezioni per la sicurezza (possono essere tossici, irritanti, con diversi livelli di pericolo). La terra cruda invece la possiamo toccare a mani nude, non servono mascherine per la polvere, sono materiali sicuri.

Non richiedono strumenti complessi. La maggior parte delle lavorazioni con materiali naturali si fa con attrezzi semplici — frattazzo, secchi, miscelatore. Possiamo anche fare a meno di macchinari industriali.

cosa puoi fare da sola/o (e cosa no)

Quando si tratta di fai da te durante una ristrutturazione, questa è domanda che quasi tutti si fanno.
La risposta è dipende: dalla tua esperienza, dal tempo che hai e vuoi dedicare e dalla complessità del cantiere, ma possiamo dare alcune indicazioni generali.

Lavorazioni accessibili (nell’ottica di imparare facendo) anche senza esperienza:

  • Intonaci di finitura in terra cruda
  • Stesura di intonaci di fondo
  • Preparazione dell’impasto di terra — mescolare, testare la consistenza
  • Posa di balle di paglia su struttura già impostata
  • Rivestimento in terra anche sul pavimento
  • Applicazione cappotto in fibra vegetale
  • Piccole demolizioni (piastrelle, pareti non portanti)

Lavorazioni che è meglio lasciare ai professionisti:

  • Fondazioni, tetto e strutture portanti: parti dell’edificio che devono essere certificate
  • Impianti, anche questi devono essere certificati
  • Interventi di consolidamento strutturale
  • Grandi demolizioni (di solai o di muri portanti)
  • Progetto e calcoli tecnici

i punti di forza — quelli veri

La casa diventa tua in modo diverso. Non è una cosa romantica, o meglio lo è ma è solo quello. Chi ha intonacato anche solo una parete della propria casa la guarda – e la guarderà sempre – in modo diverso per sempre. Conosce quella parete: sa com’è fatta, ricorda la giornata in cui l’ha finita, sa cosa c’è sotto. Questo cambia il rapporto con gli spazi in cui si vive.

Risparmi. Non in modo miracoloso, ma la manodopera su alcune lavorazioni incide sul preventivo finale. Se puoi occuparti delle finiture, del fondo o della preparazione dei materiali, quella parte non la paghi a un’impresa.

Capisci il tuo cantiere. Chi partecipa ai lavori fa domande diverse al geometra, all’architetto/a, all’impresa. Capisce meglio cosa sta succedendo, capisce i tempi e prende decisioni più consapevoli.

i punti deboli — anche questi veri

Ci vuole tempo. Più di quanto immagini probabilmente: una lavorazione che un artigiano esperto finisce in un giorno, a te potrebbe prenderne tre. È normale, ed è saggio metterlo in conto.

La motivazione cala. Soprattutto a metà cantiere, quando l’entusiasmo iniziale è passato e la fine sembra lontana. È il momento in cui molte persone pensano di mollare. Avere qualcuno con cui lavorare, anche solo per qualche giorno, fa una differenza enorme su tempi e motivazione.

Gli errori costano. A volte solo in termini di tempo, altre anche in termini di materiali che possono “andare sprecati“. Succede, è normale ed è saggio considerare anche questa come una possibilità reale. Si sbaglia e si rifà.

come inizia un cantiere di autocostruzione

Di solito il percorso è questo: hai un progetto approvato (o stai per averlo), sai che vuoi fare alcune cose da sola/o, e hai bisogno di capire cosa è realistico e come organizzarti.

Il passo utile a quel punto è parlarne con qualcuno che conosce i materiali che vuoi usare: non per farti convincere a fare di più o di meno ma per avere un quadro realistico dei tempi, delle fasi e di dove hai bisogno di supporto. È esattamente quello che facciamo con Fortuna, il nostro servizio di assistenza all’autocostruzione: veniamo nel tuo cantiere, impostiamo il lavoro insieme, ti trasmettiamo quello che serve per portarlo avanti in autonomia. Leggi come funziona.

Se invece sei ancora nella fase esplorativa, non hai ancora un progetto, o ce l’hai ma non sai da dove partire, il posto giusto è una consulenza di un’ora su Google Meet: valutiamo insieme cosa ha senso fare da soli e cosa no nel tuo caso specifico.

Come non inizia? Improvvisando. L’autocostruzione è un grande progetto di fai da te: serve una pianificazione, una buona ricerca – delle tecniche e dei materiali giusti – e delle persone fidate a cui chiedere consiglio.

l’autocostruzione fa per te?

Come al solito non c’è una risposta universale. Dipende da quanto tempo hai, da come sei fatto/a, da che tipo di casa stai costruendo o ristrutturando.

Quello che possiamo dire con certezza, dopo anni di cantieri è questo: le persone che partecipano ai lavori della propria casa raramente se ne pentono, anzi. Anche quelle che pensavano di non essere “portate” per il lavoro manuale, di essere troppo “vecchie”, “impegnate”, con una buona organizzazione sono riuscite ognuna a suo modo a partecipare. Il lavoro con la terra e la paglia ha qualcosa di unico.

Toccare i materiali, passare tempo in cantiere, realizzare concretamente qualcosa di grande. Non è solo questione di risparmio, di solito il valore del fai da te durante la ristrutturazione o la costruzione di casa tua, è molto più profondo.

E se invece vuoi continuare a sentirci parlare di autocostruzione e bioedilizia, ogni mese lo facciamo qui. 🙂